Viaggiare con il cibo

Una delle esperienze che più anelo quando sono in viaggio è mangiare il cibo tradizionale. E’ un modo per sentirsi meno straniero e più parte del luogo in cui si è, un modo per vivere a 360 gradi l’avventura viaggio e l’immersione nella nuova realtà.

Ma il bello è che a volte si può viaggiare anche stando a casa, magari leggendo un diario di viaggio, guardando un documentario, imparando una lingua, ascoltando la musica tradizionale, organizzando una festa a tema e ovviamente cucinando una pietanza etnica! Io ogni tanto lo faccio e spulcio siti e libri alla ricerca di ricette, sperando di realizzare prima o poi una collezione di quelle scritte direttamente dalla gente del posto.

Qualche sera fa per esempio, indossate vesti giapponesi (fatte in casa alla buona!), abbiamo cucinato sushi e miso per una serata a tema orientale tra amici. Per dolce abbiamo scelto l’India ed optato per un dessert realizzato con un frutto tipicamente indiano: il mango. Ve ne ripropongo la ricetta!

INGREDIENTI: 195 g di farina, un pizzico di sale, 1 cucchiaino di cardamomo in polvere, 1 bustina di lievito per dolci, 350 ml di purea di mango (circa 3-4 manghi maturi), 80 ml di olio vegetale, 130 g di zucchero + zucchero a velo per decorare, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, fettine di mango e menta per decorare.

PREPARAZIONE: mischiate la purea di mango con l’olio, lo zucchero e la vaniglia. A parte setacciate la farina con il sale, il cardamomo e il lievito e gradualmente aggiungete questa mistura a quella con il mango e mescolate delicatamente. Versate il tutto in una tortiera imburrata e cuocete a 180 gradi per 30-40 minuti. Togliete la torta dal forno e quando si raffredda decoratela con zucchero a velo, fettine di mango e foglie di menta.

Al prossimo viaggio via cibo! E voi che piatto etnico preparate?

(Alcune) chicche di Londra: the feminist library, la Saatchi gallery e la Minamoto Kitchoan!

Hello da Ilary!

Londra è viva in ogni suo metro quadro e c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Ed è questa la fase più bella: quando hai cancellato dalla lista delle cose da fare/vedere quelle cosiddette “famose”, conosciute, le “turistiche” insomma, ed inizi a girovagare per la città, senza pretese, senza cercare, e scopri le sue “chicche”, e ti lasci sorprendere ogni volta! Continua a leggere “(Alcune) chicche di Londra: the feminist library, la Saatchi gallery e la Minamoto Kitchoan!”