Un ricordo dalla Thailandia!

In preda al desiderio di evasione in una domenica pomeriggio non particolarmente eccitante, ho iniziato a sfogliare l’album di foto del viaggio in Thailandia del 2012. Oltre a realizzare il cambio di qualità (e quantità per quel che riguarda il mio fidanzato, ma non glielo diciamo!) di capelli dei protagonisti coinvolti, mi sono soffermata su una fotografia che voglio condividere con voi. Vi avverto, non è un’immagine per tutti!

Monaco Luang Phaw Daeng.JPG

Sono a Ko Samui, Thailandia, presso il tempio Wat Khunaram, e lui è Luang Phaw Daeng, un monaco buddhista deceduto mentre meditava più di vent’anni fa. Il suo corpo, come è ben visibile, è tuttora conservato seduto nella posizione della meditazione. E si, indossa degli occhiali da sole che ne rendono meno d’impatto la vista, anche perchè il monaco è posizionato all’esterno proprio davanti l’ingresso del tempio.

In effetti, in Thailandia sono diversi i templi che conservano le spoglie mummificate dei monaci che si sono distinti per la loro devozione.

La sensazione iniziale di innegabile perplessità lascia ben presto spazio a quella di pace ed eternità.

Buona domenica!

 

 

 

Uno sguardo su Berlino

Appena trascorso un breve soggiorno a Berlino voglio condividere con voi qualche considerazione post-viaggio. Solo impressioni certo, i giudizi puoi crearli solo quando in un luogo ci vivi e a lungo.

Un viaggio a Berlino è forse il modo più immediato e a portata di mano che abbiamo per provare a comprendere quelle scene al tg e sul web, di guerra, popoli oppressi dai regimi, gente perseguitata perchè “diversa”, familiari costretti a dividersi per povertà o per un muro, idee deliranti che vengono invece sostenute e assumono forma concreta nella realtà; circostanze che ci sembrano così distanti e che invece fino a pochi decenni fa erano ad un passo da noi. E a Berlino questo lo percepisci, lo respiri, lo mangi e lo digerisci anche.

Ho trovato molto interessante la famosa East Side Gallery, un tratto di muro originale lungo circa 1,3 km dipinto da artisti, provenienti da ogni parte del mondo, con murales sul tema della pace e della caduta del muro stesso. Passeggiare lungo la East Side Gallery è una esperienza davvero intensa: puoi toccare la storia con mano, immedesimarti in quello che può esser stato l’impossibilità di attraversarlo, puoi apprezzare la genialità di trasformare un simbolo di oppressione e buio in uno di libertà e colore, puoi godere di un’opera d’arte a cielo aperto accessibile a chiunque. Puoi anche, però, riflettere sull’eterno conflitto circa i confini della libertà di ciascuno: la Gallery è purtroppo sempre più “invasa” da sovrapposti graffiti, scritte, disegni di berlinesi e turisti. Per taluni anche questo è un simbolo di libertà di espressione..per me è segno di limitazione della libertà degli artisti originali oltre che della libertà di ciascuno di poter godere a pieno della bellezza e dell’armonia della Gallery.

Berlino mi ha dato l’impressione d’essere una di quelle città che guarda al futuro e vuole continuamente rinnovarsi ma in continuità ed armonia con il passato. Uno dei più eclatanti segni di questo è il Reichstag, sede del Parlamento: un palazzo del 1894 che conserva le sue pareti originali e pertanto il suo aspetto d’epoca ma internamente è un edificio del tutto moderno e all’avanguardia. Fate un giro sulla cupola: è gratuito ma la prenotazione è necessaria sul sito https://visite.bundestag.de/BAPWeb/pages/createBookingRequest.jsf?lang=en. Un altro esempio è il Kulturbrauerei nel Schönhauser Allee: un ex birrificio del XIX secolo del tutto conservato nella sua forma originale ma tramutato in un poliedrico centro culturale di 25.000 metri quadri dove vengono organizzati eventi di ogni tipo, da feste a concerti a spettacoli teatrali, musicali, manifestazioni gastronomiche, cinematografiche, corsi didattici, etc!

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Una piccola e molto piacevole scoperta che ho realizzato girovagando per il quartiere Prenzlauer Berg è il Berlin Book Forest, l’albero-libreria: un vecchio tronco d’albero (ricavato da una quercia caduta per cause naturali), posizionato in mezzo al marciapiedi e dunque totalmente accessibile, che ospita delle nicchie riempite di libri messi a disposizione da chiunque e che chiunque può prendere, leggere, e riportare. Questo progetto fa parte di quello su scala internazionale del BookCrossing, la pratica di condividere il libro che è stato appena letto con il resto del mondo, permettendogli di viaggiare liberamente e di incontrare il suo nuovo “padrone” nei luoghi più inaspettati: su una panchina in un parco, all’interno di un vagone della metropolitana, in una sala d’attesa o in un bar.  L’obiettivo è quello di contribuire a uno sviluppo sostenibile dell’istruzione, favorendo la libera circolazione della cultura ma limitando la triste deforestazione.

Nel complesso, direi che Berlino è una città che si apprezza molto più vivendola nella sua quotidianità, partecipando alla sua vivacità culturale, beneficiando del suo essere metropoli non sovraffollata, che facendoci un viaggio per visitarla nella sua superficie. Si, a Berlino c’è molto di più di quel che si vede !

Un sondaggio sul blog…dite la vostra!!!

Ognuno ha il proprio modo di organizzare un viaggio, legato ad abitudini, possibilità e preferenze. Ma se poteste scegliere, quale sarebbe quello ideale per voi? Dite la vostra nel sondaggio!!!